Lo sguardo a oriente: Molfetta / Giovinazzo / Bari

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Si avvicina la fine. Il vento soffia vigoroso e trasforma il placido Adriatico in un mare dal rombo tonante. Per fortuna c’è il sole. La temperatura non è esattamente quella che ci si aspetterebbe al sud, ma tant’è. In fin dei conti, è una campagna elettorale, non una gita turistica. 

La pianeggiante Puglia ci accoglie con il suo carattere placido e avvolgente. A Molfetta, dove è fissata l’inizio della tappa, ci sono dei giovani militanti ad aspettarci. Purtroppo abbiamo fatto un pò tardi, ma lo spostamento dalla Basilicata è stato più laborioso del previsto. La nostra piccola mancanza non ha però spento il loro entusiasmo, che è talmente coinvolgente da mettere di buonumore tutti quanti. Si parte dalla piazza, aperta sul mare. Il bianco della pietra e l’architettura romanica del Duomo si stagliano nella luce. C’è un’armonia tra la presenza della natura e l’opera dell’uomo che regala serenità. Con questo spirito diamo avvio al nostro cammino. 

Non immaginavo quanto potesse essere appagante dal punto di vista umano il connubio cammino-politica. E invece rappresenta l’apertura di un mondo nuovo, perchè nel camminare con le persone si mette in pratica il fondamento di ogni dimensione politica: il dialogo. Camminando insieme ci si conosce, si scambiano le idee, ci si informa sul territorio che si sta attraversando, si superano i pregiudizi. Sarà anche per questo che la maggior parte di coloro che insultano noi e le nostre idee (dal vivo e mediante il profilo facebook) lo fanno sempre in maniera iperbolica, eccessiva, fuori scala. La paura è chiara: evitare di arrivare al dialogo, perchè nel confronto reale, diretto e personale le battute da spettacolo comico non funzionano. Non c’è lo schermo del video ad azzerare lo scambio, è impossibile sostenere qualunque tesi, solo perchè urlata, come fosse verità.

La strada verso Giovinazzo costeggia il mare, poi entra verso la campagna. La doppia anima della Puglia si ritrova a pieno nel tragitto: l’intraprendenza che regala il mare e il fondamento tradizionale della terra. La convinzione dei ragazzi che camminano con me ci ha fatto dimenticare il passare del tempo. I primi dieci chilometri sono passati in fretta. Arriva il momento di una breve pausa, nella quale ci spostiamo fino all’inizio del lungomare di Bari. Da qui riprendiamo il cammino.

Il pomeriggio avanza. I coloro chiari del giorno iniziano a infuocarsi nel buio che avanza. Si moltiplicano le tonalità del cielo e i riflessi sul mare. Il tragitto scelto è molto bello, quasi inizio a dispiacermi che stiamo arrivando alla fine. Le persona incontrate sul tragitto mi hanno confermato una sensazione via via consolidata: non è vero che al Sud il divario a favore del no sia così grande come dicono i mezzi di comunicazione. I no sono molto evidenti, i sì molto più sobri. Osservando attentamente non sono però così pochi. Anzi.

Alla fine della tappa ci viene a salutare il sindaco di Bari Antonio Decaro, un’espressione di quel cambiamento di classe dirigente che – in Italia – solo il Partito Democratico di Matteo Renzi è riuscito a mettere in pratica. Facciamo un ultimo tratto con il sindaco. Ci scambiamo qualche sensazione su ciò che potrà accadere domenica. La fiducia c’è. Non bisogna fermarsi, lasciare nulla d’intentato fino all’ultimo.

C’è tanto da fare ancora. Si riparte verso la Campania, ultima tappa prima di ritornare a casa.

Sempre convinti che il nostro sì vada detto con forza. Senza urlare. Ma con convinta consapevolezza.

Avanti insieme,

Tobia