Specchio d’adriatico: Fano (Foce del Metauro) / Pesaro

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Si riprende dal mare. Ancora una volta l’Adriatico. Ripartiamo con un inizio tappa insolito per il nostro cammino: non un paese, non una piazza ma un luogo fisico, naturale. Si tratta delle foce del Metauro, un fiume che, dagli Appennini al mare, lascia scorrere con sé la lunga storia di civiltà di questa parte d’Italia.
Partiamo da qui, seguiamo un lungomare e subito arriviamo al centro di Fano, dove ci attendono alcuni amici del Partito Democratico. Stando in piazza con loro scopro una storia importante, di quelle che riconciliano con il nostro essere italiani e dicono più di molte parole su cosa significhi l’empatia verso il proprio simile. Nel pomeriggio, il presidente del Senato, Pietro Grasso, sarà in città per dare la cittadinanza onoraria a Divane, piccolo bambino nato su un barcone in un viaggio per sognare una vita migliore.
Non posso rimanere per assistere alla cerimonia, ma sono andato via con una sensazione di positività e di ricchezza comunitaria che da sole bastavano a non farmi ricordare affatto la fatica del camminare.
Da Fano imbocchiamo la pista ciclabile che porta verso Pesaro. Siamo stretti tra la superstrada e la ferrovia. Le macchine corrono veloci, scorgono a malapena le nostre bandiere. Il vento del passaggio del treno ci sorprende a volte. Inizia a piovere un poco, ma ormai a questo ci siamo abituati. Non c’è molto da guardare intorno. Ci concentriamo sui passi. Procediamo quasi in silenzio. Il sole comincia a calare. Non fa freddo. Sale una leggera nebbia che uniforma i contorni. Siamo a Pesaro. All’inizio della città. Una lunga successione di alberghi e stabilimenti. Immagino la vitalità estiva. E mi sembra quasi di sentire gli echi in sottofondo.
Arriviamo alla Grande Sfera di Giò Pomodoro, un po’ il simbolo della città. Qui ci aspetta la parlamentare Alessia Morani, Francesca Fraternali (segretaria Pd Pesaro) e altri amici militanti. Il clima è di grande affetto e partecipazione. La città è tenuta davvero bene. Il lavoro di un buon sindaco si vede. Risaliamo per il corso, passiamo per la casa natale di Rossini (che poi avremo l’occasione di visitare). Ci fermiamo in Piazza del Popolo. Ci raggiungono altri militanti. Ora siamo tanti. E, anche se la piazza è grande, ci facciamo notare.
C’è un clima molto bello. Non solo qui a Pesaro, già da Fano. Le persone che ho incontrato nelle Marche sembrano aver compreso l’importanza della posta in palio il 4 dicembre. Iniziamo a volantinare tutti insieme lungo le vie del centro.
Un pò di riposo e poi, subito dopo cena, con Alessia Morani andiamo a Villa Ceccolini, un quartiere appena fuori città, per un’iniziativa sulle ragioni del sì.
La giornata è stata lunga. Sarà la troppa fatica che non si sente più, sarà che mi sto abituando, sarà che sono convinto di combattere la battaglia ideale migliore per tutti gli italiani, vado a letto tardi ma contento.
E domani si riparte per l’Emilia-Romagna. Sì puoi dirlo forte

Avanti tutta,
Tobia